Chi riceve la quattordicesima a luglio e da che cosa dipende l'importo
Età, reddito e anni di contributi: tre numeri decidono se arriva la somma aggiuntiva d'estate e quanto vale. Le cifre del 2026.
A luglio una parte dei pensionati trova sul conto qualche centinaio di euro in più del solito. Altri, con una pensione apparentemente simile, non vedono nulla. La differenza la fanno tre numeri: l'età, il reddito e gli anni di contributi. Basta spostarne uno di poco per cambiare il risultato, ed è per questo che la quattordicesima genera tante domande ogni estate.
Una somma in più, non una mensilità
Il nome trae in inganno. La quattordicesima non è una quattordicesima rata della pensione, come la tredicesima di dicembre. È una somma aggiuntiva introdotta nel 2007 per i pensionati con redditi bassi, pagata una volta l'anno. Il suo importo non dipende da quanto vale la pensione, ma da quanti anni di contributi ci sono dietro e da dove si colloca il reddito rispetto a due soglie.
Spetta ai titolari di pensioni previdenziali, cioè costruite sui contributi: vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Non spetta invece alle sole prestazioni assistenziali, come l'assegno sociale o le prestazioni di invalidità civile, che hanno regole proprie.
Secondo la legge che l'ha istituita, la somma aggiuntiva non costituisce reddito né ai fini fiscali né per altre prestazioni: non si paga l'IRPEF e non viene conteggiata nei limiti di reddito di altre voci.
Il requisito dei 64 anni
Per riceverla con la pensione di luglio 2026 bisognava avere compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Chi li compie dopo, nel corso dell'anno, o chi è andato in pensione nel 2026, la riceve con la rata di dicembre. Non è necessario avere una certa età di pensionamento: conta solo l'età anagrafica raggiunta nell'anno.
Il limite di reddito
Il limite è legato al trattamento minimo. Nel 2026, con un minimo di 7.954,05 euro l'anno, le due soglie sono:
- fino a 11.931,08 euro di reddito annuo, cioè una volta e mezzo il minimo, si ricevono gli importi più alti;
- da 11.931,09 a 15.908,10 euro, cioè fino a due volte il minimo, si ricevono importi più bassi;
- oltre 15.908,10 euro la quattordicesima non spetta, salvo la clausola di salvaguardia che vediamo più sotto.
Conta il reddito personale del pensionato, pensione compresa. Quello del coniuge non entra nel calcolo: è una differenza importante rispetto ad altre prestazioni, come la maggiorazione sociale, dove il reddito di coppia può pesare.
Gli importi del 2026
| Anni di contributi | Reddito fino a 11.931,08 € | Reddito fino a 15.908,10 € |
|---|---|---|
| Dipendenti fino a 15, autonomi fino a 18 | 437 € | 336 € |
| Dipendenti da 15 a 25, autonomi da 18 a 28 | 546 € | 420 € |
| Dipendenti oltre 25, autonomi oltre 28 | 655 € | 504 € |
Per i lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e coltivatori diretti, servono tre anni di contributi in più per salire di fascia. È una regola fissa, legata al fatto che i loro contributi sono storicamente più bassi.
Tre casi a confronto
Tre situazioni di fantasia, per vedere come i numeri si combinano. Gli importi sono illustrativi e dipendono dai dati che l'INPS ha effettivamente a disposizione.
Nell'ultimo caso il reddito supera di poco i 15.908,10 euro: si applica la clausola di salvaguardia descritta qui sotto. Esempi semplificati, non una stima di ciò che spetta a un singolo lettore.
Chi supera di poco la soglia
Sarebbe ingiusto che cento euro di reddito in più facessero perdere cinquecento euro di quattordicesima. Per questo esiste una clausola di salvaguardia: chi supera la soglia riceve comunque una somma ridotta, pari alla differenza tra il limite aumentato dell'importo spettante e il proprio reddito.
In pratica, per la soglia più alta, la quattordicesima ridotta si riceve fino a 16.244,10 euro di reddito per chi ha meno contributi, fino a 16.328,10 euro per la fascia intermedia e fino a 16.412,10 euro per chi ha più anni di versamenti. Nell'esempio sopra, l'ex dipendente con 30 anni di contributi e 16.100 euro di reddito riceve 16.412,10 meno 16.100, cioè 312,10 euro.
Luglio o dicembre, e se non arriva
L'INPS paga la quattordicesima d'ufficio, senza domanda, con la rata di luglio, sulla base dei redditi di cui dispone. In seguito la verifica con i dati comunicati dall'Agenzia delle Entrate. Se dalla verifica emerge che non spettava, o spettava in misura minore, la somma viene recuperata, come ogni altro indebito.
Chi ritiene di averne diritto e non l'ha ricevuta può chiedere una ricostituzione della pensione online, sul sito dell'INPS, oppure rivolgersi a un patronato, che offre l'assistenza gratuitamente. Spesso il motivo è un reddito non aggiornato: in questi casi è utile sapere se si è tenuti a presentare la dichiarazione reddituale RED.
Che cosa controllare
- Se nel cedolino di luglio compare la voce della somma aggiuntiva, separata dalla pensione ordinaria.
- Se l'età, i contributi e il reddito dell'anno ricadono nella fascia corretta della tabella.
- Se i redditi presenti all'INPS sono quelli reali: un dato vecchio può far pagare troppo o troppo poco.
- Se si è vicini a una soglia: in quel caso un piccolo reddito aggiuntivo cambia la cifra.
In sintesi, la quattordicesima 2026 va da 336 a 655 euro e premia chi ha più contributi e meno reddito. Non va chiesta, ma va controllata, soprattutto quando la situazione reddituale è cambiata. Chi vuole capire meglio come si muove il resto dell'assegno può partire dalla pagina sulla rivalutazione annuale.
Fonti ufficiali
- INPS, Quattordicesima 2026: pagamento con la pensione di luglio, requisiti, pagamento d'ufficio, rata di dicembre e ricostituzione
- INPS, Circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, Allegato 2, importi e limiti di reddito della somma aggiuntiva per il 2026
- Normattiva, decreto-legge 2 luglio 2007 n. 81, articolo 5, istituzione della somma aggiuntiva
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